Dal momento in cui si inizia a pensare all’acquisto di un’auto elettrica, fino al periodo nel quale si affrontano per la prima volta alcune esperienze alla guida – la prima volta in autostrada, la prima volta in montagna, la prima volta lungo un tragitto più lungo del solito-, è del tutto normale provare un po’ di tensione nei confronti di questa tecnologia. Quello della mobilità elettrica, infatti, è un mondo ancora nuovo che ci rende vulnerabili rispetto alla disinformazione che lo circonda.
Le domande che si e ci presentano più spesso riguardano soprattutto l’autonomia del mezzo e il tempo di ricarica, perché fanno la differenza sulla nostra possibilità di viaggiare sulle lunghe distanze o di andare al lavoro senza preoccupazioni. In questo articolo cercheremo quindi di rassicurarti su alcuni punti, basandoci su dati raccolti sia dagli esperti sia dalle esperienze quotidiane dei nostri clienti. Te lo possiamo anticipare: un’auto elettrica è una scelta facile e appagante. Ogni giorno di più!

La batteria di un’auto elettrica: differenza tra kW e kWh
Il cuore di un’auto elettrica è la sua batteria, che presenta prerogative utili da conoscere per fruire al meglio di tutta la libertà che garantisce. Impariamo innanzitutto le unità di misura corrette: la quantità di energia immagazzinata da una batteria si misura in kWh (chilowattora) mentre la potenza erogata dal motore si esprime in kW (chilowatt) o in CV (cavalli). La potenza istantanea di ricarica delle colonnine si misura anche questa in kW.
La velocità di carica della batteria è influenzata sia dalla potenza istantanea della colonnina sia da quella massima che può assorbire la batteria stessa – oltre che, in misura minore, dalla temperatura. Se ad esempio abbiamo un’auto con batteria che può assorbire al massimo 100 kW, collegarla a una colonnina da 300 kW non aumenterà comunque la velocità di ricarica fino a quella soglia. Per questo è importante conoscere la potenza massima di carica accettata dall’auto che acquistiamo.
In merito alla temperatura, se l’auto non dispone di un pre-riscaldamento della batteria in inverno ti consigliamo di collegarla alla colonnina dopo aver percorso un po’ di strada, così da ottenere una ricarica più rapida.

La curva di ricarica delle auto elettriche
Le batterie delle auto elettriche, di qualsiasi marchio e modello, hanno in comune una riduzione della potenza istantanea di ricarica mano a mano che l’energia accumulata al loro interno aumenta. In altre parole, se la potenza iniziale di ricarica accettata dalla batteria è 100 kW, con il passare dei minuti questa inizierà a scendere. Una volta raggiunto l’80% di energia immagazzinabile dalla batteria, la potenza istantanea di ricarica accettata sarà inferiore a circa 1/5 di quella iniziale.
Sembra complesso, ma ti basterà tenere a mente alcuni concetti di base:
- la batteria si carica a velocità tanto maggiore quanto più è scarica;
- la potenza istantanea di ricarica diminuisce con il riempimento della batteria;
- la velocità massima di ricarica porta la batteria dallo 0-20% fino all’80%, e questo è il motivo per cui vedrai indicato dai marchi stessi questo dato;
- superato l’80% di ricarica i tempi si allungano notevolmente.
Alcuni esempi? Citroën ë-C4 raggiunge l’80% di carica in 30 minuti con una colonnina da 100 kW. Nuovo SUV Peugeot e2008 passa dal 20 all’80% in 28 minuti (sul sito Peugeot si trova anche un comodo schema con tutti i modelli e tempi di ricarica). Nuova Opel Corsa electric arriva all’80% in circa 27 minuti.

Come farci amica la curva di ricarica
Il metodo ottimale per gestire la batteria di un’auto elettrica è quello di non puntare mai alla ricarica completa, se non in casi particolari e comunque quando non avremo fretta di ripartire. Durante il viaggio conviene sempre portare la batteria all’80% sfruttando la massima velocità della curva di ricarica, per poi effettuare eventualmente un’altra sosta se la lunghezza del percorso lo richiede.
Così facendo, le soste saranno paragonabili a quelle che avremmo fatto nel caso guidassimo una vettura a benzina o diesel. A tal proposito è utile anche riflettere sull’utilità di una sosta durante un viaggio in auto, che non si esaurisce nel solo tempo di rifornimento: c’è sempre l’esigenza di sgranchirsi le gambe, di bere un caffè e recuperare energie e concentrazione, per proseguire poi la guida in sicurezza.
Conoscendo e sfruttando la curva di ricarica, facendocela amica insomma, i tempi complessivi di un viaggio saranno sovrapponibili a quelli di un’auto a benzina. Non avrai rinunciato a nulla, ma avrai fatto qualcosa di buono per il mondo di oggi e quello di domani.
